• The Lantern Cloche

Sul Colle di Fattucchia rinasce la Fonte della Fata Morgana


"Io son quella, o lettor, fata Morgana / che giovin qui ringioveniva altrui / Qui dal Vecchietto, poiché vecchia io fui / ringiovenita colla sua fontana"


Lontano è il tempo in cui figure fiabesche e leggendarie uscivano dalle strofe della letteratura per prendere casa sulla terra, ispirando quell’arte dei giardini - concettuosa e straordinaria - che, nella seconda metà del Cinquecento, caratterizzò il passaggio dal Rinascimento alla stagione manierista.


Ad uno di questi personaggi, il patrizio fiorentino Bernardo Vecchietti volle dedicare il piccolo ninfeo commissionato tra il 1572 e il 1574 nei pressi di Villa Il Riposo. Nella quiete delle campagne di Grassina, la Fonte della Fata Morgana doveva certamente destare meraviglia, coniugando la ricercatezza dell’architettura all'utilità delle vasche esterne dove, sino al secolo scorso, era facile imbattersi in viandanti assetati, lavandare e contadini ben lieti della possibilità di abbeverare i propri animali.


( Foto © Clara Vannucci )


Parzialmente interrato sulle pendici del Colle di Fattucchia, l'edificio offriva frescura nelle calde giornate estive trascorse al cospetto della Fata Morgana scolpita dal celebre Giambologna per ornare la fontana che costituiva il fulcro dell’intera composizione.


Nell’opera intitolata Il Riposo (1584), Raffaello Borghini la ricorda come “in atto d’uscir d’un antro, ed una mano si pone al dilicato petto, e l’altra sostiene una conca marina, da cui inalzandosi ricade nel vaso l’acqua, che ariento vivo sembra” e altrettanto suggestiva è la descrizione di altri ambienti dove si trovavano vaschette piene di pesci e vani destinati a conservare le vivande preparate in occasione dei banchetti qui allestiti per deliziare il padrone di casa e i suoi ospiti.


( Foto © Clara Vannucci )


All’ombra di alti cipressi, lo scorrere del tempo ha spogliato il luogo di molte delle sue meraviglie tra cui la marmorea Morgana, oggi in collezione privata, ma la XXVI edizione della mostra Artigianato e Palazzo - in programma dal 17 al 20 settembre 2020 nel Giardino Corsini di Firenze - lo ha preso a cuore, avviando una raccolta fondi di respiro internazionale per restaurarlo e ricollocare una copia della statua nella sua sede originaria.


Secondo antiche leggende, l’intrigante maga guaritrice avrebbe trasmesso alla fonte proprietà ringiovanenti e miracolose, attirandovi eteree presenze, ninfe e fate che, tutto d’un tratto, sparivano così misteriosamente come erano apparse. Ad una di queste verrebbe da associare Donna Giorgiana Corsini, ideatrice e organizzatrice di Artigianato e Palazzo sin dal 1995: a un mese esatto dalla sua improvvisa scomparsa, il progetto da lei promosso per recuperare la Fonte di Morgana sta andando avanti, ricordandoci ancora una volta come la sua lungimiranza nel promuovere l’arte e l’artigianato potesse trasformarsi anche in occasioni concrete per assicurare un futuro a un passato importante, ma talvolta bistrattato.


Donna Giorgiana Corsini e Neri Torrigiani alla presentazione del progetto

( © DANIELE ANGELOTTI )

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